Sassari: Shardana – Gli “Archeobuoni” Non Paiono Voler Digerire il Boccone Amaro …

I fatti:

Il 23 giugno 2017 alle ore 19 ad Olbia si è tenuto un “evento”, patrocinato dal Ministero per i Beni Culturali. Relatore dell’”interessante” incontro, Giacomo Cavillier, coordinatore Rubens D’Oriano. Il titolo: “Sulle tracce degli Shardana“.

Olbia. Chi sono gli Shardana? Un convegno per chiarire definitivamente le idee

Da notare che si preannuncia che il chiarimento di idee sarà definitivo, quindi “ex cathedra“, un pronunciamento tombale sulla storia della Sardegna … (Sic et simpliciter )

La presentazione della serata è contornata da frasi quali:

«L’argomento è di quelli caldi, anzi caldissimi: la conferenza verte sul mitico popolo degli Shardana, sul quale un numero interminabile di fanta-archeologi ha generato la sua fortuna editoriale o “facebookiana”.»
«Polisportiva Shardana, ristorante Shardana, vino Shardana. In Sardegna ormai tutto è Shardana, Shardana è il prezzemolo buono per ogni piatto, il passepartout per ogni attività che voglia in qualche modo alludere o richiamare, a proposito o a sproposito, l’antichità dell’Isola e in special modo la Civiltà Nuragica – si legge nell’introduzione alla locandina dell’evento, firmata dal dottor D’Oriano»
«L’argomento “Shardana” appassiona, genera dibattiti, incuriosisce tutti: dall’appassionato di storia allo studioso ligio alla scienza. “Nell’ambito di tale discussione la possibilità che abbiano a che fare con la Sardegna, e in quale senso, è tutt’altro che pacificamente accettata dall’intero mondo scientifico: gruppi di Nuragici dislocati in Oriente, o gente di origine orientale e giunta poi nell’Isola, o che nulla ha a che fare con essa? – continua l’introduzione -. Fin qui le domande degli studiosi seri, mentre per il mondo dei dilettanti di un’ archeologia fai da te, che sconfina sistematicamente nella fanta-archeologia, gli Shardana sono senza dubbio i Nuragici in una mitizzata, fino al ridicolo, dimensione di dominatori dell’intera area euro-mediterranea, faro di cultura per l’intero mondo antico e persino di civiltà che mai hanno avuto connessioni con la Sardegna. È quindi il momento e il caso di ascoltare finalmente la voce di uno studioso serio, egittologo di esperienza e fama, che studia gli Shardana lì dove le fonti scritte specificatamente li collocano, e cioè l’Egitto degli anni tra il 1295 e il 1088 , che senza schemi preconcetti di iper-sardismo pregiudiziale fornirà i dati di base e le ipotesi che plausibilmente se ne possono trarre“.»

Bene, noi questo studioso serio (il prof. Giacomo Cavillier), “egittologo di esperienza e fama” l’abbiamo ascoltato senza per questo strapparci i capelli ed andare in  escandescenze. La sorte ha voluto che pochi giorni dopo, esattamente il 29 giugno 2017, a Sassari, nell’aula magna dell’università, si tenesse una conferenza dal titolo: “I Popoli del mare nelle fonti egizie“, organizzata dalla Società Archeologica Sassarese, il MiBACT, l’Università di Sassari ed il Museo Egizio di Torino.

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Relatore d’eccezione: Cristian Greco, direttore del Museo Egizio di Torino e, fra l’altro, uno dei massimi esperti mondiali di egittologia.

 

Nel corso della sua conferenza, seppur in modo del tutto inconsapevole e casuale, Cristian Greco smonta completamente tutte le teorie presentate come definitive dai promotori del precedente incontro olbiese.

Tuttavia, come dei redivivi san Tommaso, gli archeobuoni non si fidano e dicono di volere prove documentali sulle affermazioni di Cristian Greco. Pubblico due video, uno breve ( Breve sunto relazione Cristian Greco ) ,  ed uno più lungo ed esaustivo ( Parte relazione di Cristian Greco su Shardana ).

in pratica Greco dice:

Gli Shardana vengono comunemente indicati e conosciuti come i sardi (6,45 – 6,54 nel video)
“Gli egittologi adesso propongono due teorie alternative; 1. che contraddice però quello che dice Ramses III, la prima di cui io penso che sia un’interpretazione piuttosto forzata: che vi siano dei movimenti, da oriente a occidente, che portano delle popolazione dell’Egeo orientale a spostarsi, a passare dall’Egitto, dopodichè a insediarsi in Sicilia e in Sardegna; e questo quindi sarebbe un insediamento posteriore a questa battaglia, cosa che invece questa iscrizione ci fa assolutamente rigettare. Per due motivi: uno, perché ci dice “coloro nelle loro isole avevano fatto una confederazione”; in secondo luogo Ramses III è davvero chiarissimo in quello che succede: non vi è un insediamento posteriore, cioè loro arrivano in Egitto e in Egitto vengono annientati e vengono ridotti a schiavi: Quindi abbiamo  un movimento che probabilmente, invece, da Occidente va verso Oriente.” (7,15 – 8,18 del video)
Consigliamo di vedere anche i minuti 15,45 – 16,41

Su Prama Nuragica viene pubblicato un articolo (ArticoloPramaNuragica) in cui si titola:

“Christian Greco demolisce le “risposte definitive” di D’Oriano: i Shardana possono essere identificati con gli SRDN-Nuragici”

 

Il titolo potrebbe sembrare esagerato ma così non è, in quanto tutto ciò che viene scritto è basato sul mio documento filmato e sulle precedenti affermazioni di D’Oriano e Cavillier.

A questo punto, apriti cielo, si scatenano gli insulti e le risposte scomposte:

CommentiCavillier2

o, ancora peggio, reazioni di questo livello:

ReazioniAnnaArdu2

Dopo questa figuraccia (in tutti i sensi) da parte di certa archeologia sarda, prepotente, ignorante e soprattutto antiscientifica, ci sarebbe da augurarsi che l’insegnamento di Greco non cada nel vuoto ma rappresenti un punto di partenza, di rinascita.

L’affermazione: ” sono certa che Greco non ha detto neanche la metà delle cose che gli vengono attribuite da Macioccu” fatta da chi non era presente alla conferenza e non ha visto la documentazione sulla serata, denota la preparazione professionale di certi archeologi sardi e la profonda deontologia del loro operare.

il grande Oscar Wilde diceva: “A volte è meglio tacere e sembrare stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio.”

Ora, per fugare ogni possibile perplessità, incertezza, titubanza e spazzare via ogni possibile interpretazione “ballerina”, pubblichiamo un terzo video della serata nel quale l’archeologa Paola Basoli pone direttamente la domanda chiave della giornata a Greco:

“…  Tu allora pensi che gli Shardana siano sardi …

la chiara risposta di Greco la troverete nel video Chi erano gli Shardana?

 

 

Testo, video e foto di Bruno Sini – All Rights Reserved © 2017

La locandina dell’evento: “I Popoli del mare nelle fonti egizie” è stata curata dalla Società Archeologica Sassarese

 

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One thought on “Sassari: Shardana – Gli “Archeobuoni” Non Paiono Voler Digerire il Boccone Amaro …”

  1. Assolutamente no. Mancano le Armi, mancano gli elmi, palesemente diversi, come calotta e come foggia, mancano le Motivazioni Sociali, che hanno caratterizzato, gli stravolgimenti climatici in Oriente. Mancano, le Navi, che non sono affatto quelle sarde, raffigurate nei modelli in Bronzo. I SeaPeoples, appaiono genti Urnfield, presenti in Europa temperata, che da secoli interagivano in Ellade. Genti, che poi prendono il Mare, per tentare la Sorte, con altre compagini Anatoliche, Libiche e Levantine.

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