Thiesi: Il Protonuraghe Fronte ‘e Mola e l’Arcana Pietra

I primi monumenti del periodo nuragico che, sino ad ora, siano stati individuati, vengono chiamati “protonuraghi” o “nuraghi a corridoio”. Essi non sono altro che dei nuraghi a pianta rettangolare, non molto alti rispetto ai monumenti successivi, infatti non superano i 10 metri di altezza. Dotati di corridoio con solaio piattabandato erano corredati da tre o quattro nicchie laterali. Il corridoio terminava con una scala d’accesso per il piano superiore, dove era presente una terrazza. Tra i primordiali monumenti dei nostri antenati che sono stati indagati, già dai primi anni del secolo scorso, troviamo il famoso protonuraghe Fronte ‘e Mola nel territorio di Thiesi.

Situato tra una fitta boscaglia di querce, svetta su di un crinale roccioso che domina la vallata sottostante del Rio Mannu, nella località Mesu e Roccas; abbarbicato nel punto più alto, il protonuraghe Fronte ‘e Mola fa bella mostra di sè, fiero del suo glorioso passato. L’interno del piano terra a pianta rettangolare consta di quattro nicchie, due per lato. Un corridoio piattabandato percorre tutta la lunghezza del monumento terminando, come vuole la regola, con una scala che conduce al piano superiore dove, oggi, ci è giunto quel che possiamo definire uno splendido “terrazzo” panoramico … da dove si osserva uno spettacolare scenario naturale. La struttura non ha una forma rettangolare, come erroneamente indicato in molti testi; infatti, partendo dal lato della scala, si può osservare una “forma” che termina leggermente a punta, come i “fassonis” di Cabras, per intenderci, quasi a voler ricordare la prua di una nave. Gli studiosi affermano che questo terrazzo (come quello di tutti i protonuraghi) un tempo era coperto con una struttura lignea.

Fronte ‘e Mola è costruito con massi di trachite locale, leggermente abbozzati; nella parte bassa i massi sono più grossi, ma, a mano a mano che si sale in altezza, troviamo dei massi di dimensioni sempre più ridotte. Nella prima nicchia, a sinistra di chi entra, si trova un ripostiglio, ma quel che ha attirato la mia attenzione è il masso che si trova alla parte opposta dello stesso ripostiglio. La prima cosa che m’è venuta in mente è la straordinaria rassomiglianza alla testa di un “ipotetico” animale. Ma in realtà di che si tratta? Dopo aver appurato che non era opera di un successivo restauro, poiché nessuno avrebbe collocato un masso così sporgente per risanare un muro, l’arcano si faceva maggiormente complesso e misterioso. Più guardavo il masso e più mi rendevo conto che la sua collocazione non è stata un caso ma una vera e propria scelta dei progettisti del protonuraghe. E, più lo osservavo e più esso rassomigliava ad un essere animale. La nicchia dove è situato il concio-animale presenta un ripostiglio … che sia tratti della parte “sacra” del monumento? Da un lato la testa del dio da adorare e dall’altro il ripostiglio per le offerte? Osservando il masso da vicino si nota che ha avuto qualche piccolo ritocco, tipo una levigatura, per dargli l’immagine che è arrivata sino ai nostri giorni. Era un loro dio? Tra i tanti massi, ne hanno trovato uno che rassomigliava a quel che era per loro la figura di un essere da venerare? Talmente bello, per loro, da incastonarlo tra le pietre della nicchia-tempio del protonuraghe? E se non rappresentasse un idolo da venerare, che cos’altro potrebbe essere quel manufatto sporgente? Quale è il suo significato? Di che cosa si tratta, esattamente? Il protonuraghe Fronte ‘e Mola risale alla prima metà del II millennio a. C., periodo nel quale la civiltà nuragica inizia a muovere i primi passi e, dopo millenni, riesce ancora a regalarci un notevole fascino e a donarci dei misteri ai quali, spesso, è estremamente difficile trovare una soddisfacente risposta.

Testo Piera Farina-Sechi – All Rights Reserved © 2017

Foto Bruno Sini                – All Rights Reserved © 2017

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